martedì 17 dicembre 2013

ALIMENTAZIONE E INVECCHIAMENTO CUTANEO: ECCO GLI AMICI E I NEMICI DELLA PELLE


Una alimentazione ricca in Vitamina C e acido linoleico e a ridotto contenuto di grassi e carboidrati è fondamentale per contrastare l’invecchiamento cutaneo e migliorare l’aspetto della pelle.


Questi sono i risultati di uno  studio sul legame tra alimentazione e invecchiamento cutaneo, condotto su donne dai 40 ai 74 anni, nel corso del quale il grado di invecchiamento cutaneo “apparente” è stato valutato in base a tre parametri fondamentali: la rugosità della pelle, la secchezza della pelle e l’atrofia cutanea.
In particolare, un apporto elevato di vitamina C è risultato associato ad una minor rugosità e secchezza della pelle, mentre un apporto elevato di acido linoleico è risultato correlato ad una minor secchezza della pelle e atrofia cutanea. Al contrario elevati apporti di grassi e carboidrati sono risultati associati ad un maggior invecchiamento cutaneo. 
Tali effetti sono apparsi indipendenti da fattori socio-economici come l’età, la razza, il livello culturale, l’utilizzo di integratori alimentari, il B.M.I., l’attività  fisica e l’apporto energetico, alcuni dei quali sono notoriamente legati all’invecchiamento cutaneo.
E’ quindi utile, in primis per la nostra salute, ma anche per mantenere una pelle giovane ed elastica, una alimentazione bilanciata, ricca di frutta, verdura e frutta a guscio (fonti alimentari di vitamina C e acido linoleico) e a contenuto ridotto di carboidrati e di grassi, prediligendo ai grassi animali gli oli vegetali non idrogenati.
Fonte:

Am J Clin Nutr October 2007 vol. 86 no. 4 1225-1231
Dietary nutrient intakes and skin-aging appearance among middle-aged American women
Maeve C Cosgrove, Oscar H Franco, Stewart P Granger, Peter G Murray, and Andrew E Mayes
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sabato 14 dicembre 2013

LA DANZA RIDUCE IL RISCHIO DI DEMENZA




Ballare spesso protegge il cervello: la danza riduce in modo significativo il rischio di demenza, preservando le funzioni cerebrali, le capacità intellettive e cognitive.


Ballare fa bene, al corpo e allo spirito. Quante volte lo avete sentito dire?
Eh si, la danza, riduce lo stress e aumenta il livello di serotonina, donando a chi la pratica un grande senso di benessere.
Ma da un autorevole studio del New England Jornal of Medicine, la danza avrebbe quel qualcosa in più, dei benefici aggiuntivi, rispetto ad altri sport e ad altre attività: ballare frequentemente aumenta le capacità mentali a tutte le età e riduce il rischio di demenza e di morbo di Alzheimer.

Lo studio ha voluto analizzare l'influenza sulle funzioni cerebrali di varie attività fisiche, intellettuali e ricreative, dalla lettura ai cruciverba, dal tennis al nuoto, dal giocare a carte al fare i lavori di casa.
Il risultato è stato sorprendente: quasi nessuna delle attività studiate ha mostrato un significativo e consistente effetto protettivo nei confronti del rischio di demenza, ad eccezione della danza, se praticata frequentemente, che ha mostrato la maggiore riduzione del rischio di demenza.
Ecco un estratto dei risultati che riporta l'entità della riduzione del rischio di demenza:

  • Lettura: 35%
  • Ciclismo e nuoto: 0%
  • Cruciverba almeno 4 volte a settimana: 47%
  • Golf: 0%
  • Ballare frequentemente: 76%

I numeri parlano da soli. La danza, praticata il più spesso possibile, è il miglior mezzo di "prevenzione" della demenza, ovvero del declino delle funzioni cerebrali.
Questo perchè la danza coinvolge all'unisono numerose funzioni cerebrali, o intelligenze (l'intelligenza cinestetica, quella razionale, quella musicale e quella emozionale) aumentando la connettività neuronale e quindi le connessioni cerebrali.

Ma, per chi fosse negato o poco interessato alla danza, è bene ricordare che per mantenere in forma il cervello è importantissimo imparare sempre qualcosa di nuovo. Non solo la danza, ma qualunque cosa, anche se in futuro non servirà mai.
Cimentarsi in qualche corso, anche solo per tenere allenata la propria mente, sfidare la propria mente facendola uscire dai soliti percorsi, dalle strade più battute, determinerà un fabbisogno di nuovi percorsi neuronali stimolando la formazione di nuove connessioni cerebrali.
Non abbiate poi paura di "finire" in classi troppo avanzate per il vostro livello, qualunque cosa stiate imparando: i corsi "difficili", saranno anche più faticosi, ma stimoleranno al meglio la creazione di nuove connessioni cerebrali.

Fonte: 
"Use It or Lose It: Dancing Makes You Smarter" Richard Powers July 30, 2010
http://socialdance.stanford.edu/syllabi/smarter.htm 
www.glossario.paginemediche.it

giovedì 12 dicembre 2013

ATTENZIONE ALL’ACIDO FOLICO, ANCHE PER I FUTURI PAPÀ



Anche la dieta e lo stile di vita del futuro papà, in particolare la carenza di acido folico, possono avere un impatto negativo sulla salute del nascituro.

La carenza di acido folico durante i primi mesi di gravidanza è purtroppo associata ad alcune malformazioni congenite come la spina bifida. Per questo motivo molti specialisti raccomandano l’assunzione di integratori alimentari di acido folico a donne intenzionate a intraprendere una gravidanza o già in gravidanza, in modo da essere sicuri di coprirne il fabbisogno.

Un nuovo studio, per ora su un modello animale, rivoluziona le attuali conoscenze sul legame tra carenza di acido folico e difetti congeniti, affermando che  anche la dieta dell’uomo può avere un impatto negativo sulla salute del bambino, e in particolare,  che anche una carenza di acido folico nel futuro padre può incrementare il rischio di malformazioni congenite nel nascituro.

Alla base di tutto ciò ci sarebbe l’influenza degli stili di vita, in particolare della dieta, sull’epigenoma degli spermatozoi, una sorta di “memoria” dello stile di vita e delle scelte alimentari del futuro papà, che può influenzare le modalità con cui certi geni sono attivati e certe informazioni sono passate alla prole e quindi il futuro sviluppo del bambino.

Di conseguenza, i futuri, o meglio, aspiranti papà dovrebbero fare attenzione alla dieta e allo stile di vita tanto quanto le future mamme.

Fonte:
Whiteman, H. (2013, December 10). "Low folate in male diet linked to risk of offspring birth defects." Medical News Today. Retrieved from
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martedì 10 dicembre 2013

VITAMINA C E GASTRITE: QUALE LEGAME ?



La vitamina C, o acido ascorbico, è una molecola nota per le sue proprietà antiossidanti, ma non solo. La carenza di vitamina C è una condizione associata a varie forme di gastrite e studi sul legame tra vitamina C e gastrite hanno evidenziato un importante ruolo protettivo di questa vitamina nei confronti della mucosa gastrica.

La vitamina C (acido ascorbico) è riconosciuta per le sue numerose funzioni biologiche: è importante per il corretto funzionamento del sistema immunitario e fondamentale per  la sintesi di collagene nell'organismo.
E’ inoltre un importante antiossidante,  in grado di ridurre vari composti ossidanti e di diminuire la formazione di nitrosammine (molte delle quali sono cancerogene) nello stomaco e nell’intestino.
La vitamina C inoltre sembra ricoprire un ruolo importante nell’insorgenza della gastrite e nel relativo trattamento.

Il legame tra vitamina C,  gastrite e ulcera peptica non è affatto una nuova “scoperta scientifica”, ma piuttosto una vecchia conoscenza oscurata dalle più recenti evidenze scientifiche conseguenti la scoperta dell’Helicobacter pylori.
La relazione tra vitamina C e gastrite è stata infatti ampiamente studiata nella prima metà del secolo scorso ma la maggior parte della letteratura scientifica ad essa attinente è andata persa, soppiantata dai nuovi studi.
La carenza di vitamina C è risultata associata a tutte le forme di gastrite (ed esempio gastrite autoimmune, gastrite da agenti chimici, gastrite infettiva) e sarebbe dovuta in parte ad un apporto insufficiente, in parte ad un aumentato fabbisogno metabolico e in parte alla distruzione nel tratto gastrointestinale.
Nel caso delle gastriti infettive, le alterazioni a livello gastrico del metabolismo della vitamina C associate alla gastrite sono regredite con l’eradicazione dell’Helicobacter pylori .
La terapia con inibitori della pompa protonica ha mostrato di poter invece aggravare queste alterazioni.

Alla luce di tutto ciò, una dieta naturalmente ricca in vitamina C (acido ascorbico) è risultata associata ad un effetto protettivo nei confronti dell’atrofia del corpo gastrico e ad una minore incidenza di cancro gastrico.
Ciò sarebbe dovuto alla capacità della vitamina C di ridurre il danno ossidativo alla mucosa gastrica, “catturando” i composti dell’azoto carcinogeni e i radicali liberi, ma anche attenuando le reazioni infiammatorie a cascata indotte da agenti infettivi come l’ Helicobacter pylori.
L’integrazione alimentare  con vitamina C è risultata potenzialmente associata a una minore incidenza di sanguinamento da ulcera peptica, mentre la vitamina C dosi farmacologiche potrebbe migliorare l’efficacia della terapia per l’eradicazione dell’Helicobacter pylori.
Visto che, senza cadere nell’eccesso, la vitamina C è una molecola dalle molteplici proprietà, è utile ricordare, che si soffra o no di gastrite, le fonti alimentari più ricche di vitamina C: guava, ribes, peperoni, kiwi, cavolfiori e crucifere, lattuga, fragole, arance, limoni, pomodori ecc.).
Questo è un esempio di come, anche quando si parla di scienza, guardare al passato può aiutare a percorrere la strada più attuale.

Fonti:
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/22543844
Dig Dis Sci. 2012 Oct;57(10):2504-15. Epub 2012 Apr 28.
Vitamin C, gastritis, and gastric disease: a historical review and update.Abstract
Aditi A, Graham DY Departments of Medicine, Washington University School of Medicine, St. Louis, MO, USA. 
http://it.wikipedia.org/wiki/Acido_ascorbico
Image Courtesy of Maggie Smith/FreeDigitalPhotos.net

mercoledì 4 dicembre 2013

LA VITAMINA D: PREZIOSA ALLEATA DEL CERVELLO


La Vitamina D ricopre un ruolo fondamentale per il mantenimento della salute delle ossa. E’ stata studiata per la sua funzione immunomodulatrice e la carenza di vitamina D è stata collegata ad un aumentato rischio di malattie autoimmuni, di morbo di Alzheimer, di malattie cardiovascolari e di alcuni tumori, ma non solo.

A ciò si aggiunge un nuovo studio dell’Università del Kentucky, condotto su un modello animale, secondo cui bassi livelli di vitamina D possono determinare danni da radicali liberi  a carico del cervello e un peggioramento delle funzioni cognitive.
Poiché la carenza di vitamina D è piuttosto diffusa tra gli anziani, risultano di fondamentale importanza alcuni accorgimenti per garantire adeguati livelli di vitamina D in modo da prevenire danni ossidativi al cervello e le relative conseguenze:
  • Esporsi alla luce solare almeno 10-15 minuti ogni giorno, ad esempio facendo passeggiate all’aria aperta
  • Assumere, nell’ambito di una dieta bilanciata, fonti alimentari di vitamina D (pesci grassi, uova, latte, fegato, verdure verdi)

Per le persone più vulnerabili, che per stile di vita, per motivi climatici o per necessità individuali si espongono raramente alla luce del sole e che seguono un regime alimentare privo o carente di fonti alimentari di Vitamina D, è possibile valutare insieme al proprio medico di fiducia la necessità di un analisi del proprio livello plasmatico di Vitamina D al fine di escludere stati carenziali.

In caso di carenza, vista l’importante funzione biologica di questa vitamina, si deve considerare un adeguamento della dieta e, se possibile dello stile di vita, o il ricorso ad integratori alimentari.
E’ fondamentale in questo caso, non cadere nell’eccesso di Vitamina D. In prima istanza perché essendo una vitamina liposolubile, può facilmente dar luogo a disturbi da ipervitaminosi (calcificazione dei tessuti molli). 
Inoltre perché in base ad un recente studio, livelli plasmatici superiori ai 21 nanogrammi/millilitro determinerebbero un aumento di proteina C reattiva, marker di infiammazione associato all’indurimento dei vasi sanguigni e ad un aumentato rischio cardiovascolare.

Fonti:
Weber, Belinda. "Low vitamin D levels may damage the brain." Medical News Today. MediLexicon, Intl., 4 Dec. 2013. Web.
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martedì 3 dicembre 2013

ENERGY DRINK NEMICI DEL CUORE ?


Il consumo di energy drink determina nei consumatori adulti sani, a distanza di un’ora dal consumo, un significativo aumento della velocità di contrazione cardiaca, determinando un maggiore sforzo del ventricolo sinistro.
Questo è il risultato di uno studio americano sugli effetti degli energy drink sulla funzione cardiaca, condotto a seguito delle numerose emergenze sanitarie dovute al consumo di queste bevande, che hanno l’aspetto di normali bibite ma si contraddistinguono da queste per la presenza di ingredienti bioattivi, come taurina e caffeina.

Quest’ultima è presente negli energy drink in quantità tre volte maggiori rispetto ad altre bibite “eccitanti” come caffè e coca cola e può causare, se consumata in eccesso, effetti collaterali come tachicardia, palpitazioni, aumento della pressione arteriosa, e in alcuni casi, conseguenze anche più gravi, come la morte improvvisa.

Visto l’impatto a breve termine di queste bevande sulla contrattilità cardiaca, evidenziato da questo studio, è importante che i bambini e i soggetti affetti da aritmie cardiache evitino il consumo di queste bevande poiché tale effetto può condurre ad aritmie cardiache.
Ulteriori studi sono necessari per poter in futuro determinare anche gli effetti a lungo termine del consumo di energy drink , che, se appena usciti erano solo in voga tra i consumatori più giovani, con un minor rischio cardiovascolare “di base”, adesso sono consumati da un sempre crescente numero di adulti.

Fonti:

MLA
Ellis, Marie. "Energy drinks alter heart function, study shows." Medical News Today. MediLexicon, Intl., 2 Dec. 2013. Web.
Caffeine and Taurine Containing Energy Drink Improves Systolic Left-ventricular Contractility in Healthy Volunteers Assessed by Strain Analysis Using Cardiac Magnetic Resonance Tagging (CSPAMM), Jonas Dörner, et al., RSNA, 2 December 2013, abstract.
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domenica 1 dicembre 2013

PERCHE' NON BERE LATTE ?


Il latte è un complesso sistema di nutrienti che promuove la crescita cellulare stimolando il complesso mTORC1. Per questo la sua assunzione in età adulta potrebbe sortire effetti avversi sulla salute umana.



Il latte, alimento ampiamente diffuso nella tradizione alimentare italiana, è stato volutamente escluso da alcune diete piuttosto rinomate perchè ritenuto una fonte di "fattori di crescita", che favoriscono la proliferazione cellulare e che potrebbero quindi favorire o peggiorare malattie neoplastiche.

Un recentissimo studio pubblicato sul Nutrition Journal approfondisce le funzioni nutritive di questo complesso sistema di nutrienti sviluppato per promuovere la crescita postnatale dei mammiferi,  e lo definisce non tanto un alimento ma più che altro un sistema di trasfezione genica che attiva i processi metabolici guidati dal complesso molecolare mTORC1.

Che cos'è mTORC1?
E' un complesso molecolare costituito in parte da mTOR (acronimo di mammalian target of rapamycinbersaglio della rapamicina nei mammiferi), protein-chinasi che regola la crescita, la proliferazione, la motilità e la sopravvivenza delle cellule, la sintesi proteica e la trascrizione, e presenta caratteristiche analoghe ad essa. Esso funziona da sensore per nutrienti, energia, livello red-ox e controlla la sintesi proteica. 
L'attività di questo complesso è stimolata da insulina, fattori di crescita, siero, acido fosfatidico, aminoacidi (in particolare la leucina) e stress ossidativo. E' invece inibita da un basso livello di nutrienti, da una carenza di fattori di crescita, da stress riduttivo, e da alcune sostanze come la caffeina, la rapamicina e la curcumina.


Come mai il latte stimola l'attività di mTORC1?

Il latte contiene dei messaggeri che stimolano il complesso mTORC1 per la crescita post-natale: essi sono gli aminoacidi ramificati delle proteine del latte e i "microRNAs esosomali" prodotti dalla ghiandola mammaria.
Se quindi il latte, rispetto alle formule artificiali per l'infanzia, rimane un alimento ineguagliabile per promuovere lo sviluppo ottimale del neonato e per il suo effetto protettivo nei confronti di alcune patologie in cui questo può incorrere (allergie, asma ma non solo), potrebbe non essere affatto un alimento ottimale per l'uomo adulto.
Dal punto di vista evolutivo infatti, il consumo prolungato di latte e latticini nell'adolescenza e nell'età adulta, è un comportamento relativamente "nuovo", incrementato negli anni '50 a seguito dell'introduzione della refrigerazione, che può sortire effetti avversi a lungo termine sulla salute umana.

Una aumentata stimolazione del complesso mTORC1 è stata riconosciuta come una delle principali cause dello sviluppo delle "malattie da civilizzazione", ovvero malattie autoimmuni, infiammatorie e neoplastiche.
A supporto di ciò, l'inibizione farmacologica di mTOR è risultata fondamentale per sopprimere la crescita di molti tipi di tumori, e questa protein-chinasi è il bersaglio di vari farmaci sperimentali, oltre alla rapamicina.


Ciò dovrebbe portare non tanto a demonizzare il latte in sè e per sè, che non è l'unico "stimolatore" di mTOR, ma a rivalutare complessivamente il proprio stile di vita e la propria dieta nell'ottica di tenere sotto controllo i fattori, svariati, che stimolano questo complesso.


A questo scopo è necessario limitare ogni eccesso alimentare (facendo particolare attenzione agli apporti di zuccheri, di aminoacidi e agli alimenti contenenti "fattori di crescita") e adottare una dieta ricca di alimenti antiossidanti per limitare lo stress ossidativo.
Per quanto riguarda il latte e i fattori di crescita in esso contenuti, sono comunque necessari ulteriori studi di approfondimento in merito alla loro funzione di regolazione metabolica.


Fonti:

Melnik et al. Nutrition Journal 2013, 12:103
http://www.nutritionj.com/content/12/1/103
Milk is not just food but most likely a genetic transfection system activating mTORC1 signaling
for postnatal growth. Bodo C Melnik, Swen Malte John and Gerd Schmitz
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venerdì 29 novembre 2013

Pillole di benessere: ACNE E ALIMENTAZIONE, LE ULTIME NOVITA’


Il legame tra acne e alimentazione non è una novità. Da anni si ricercano diete efficaci per contrastare questo disturbo.

Sono tanti gli alimenti tradizionalmente demonizzati per l'acne, primo fra tutti il cioccolato. In realtà, un recente studio ha confermato che, più che un alimento in sé e per sé, sono l'alimentazione e le abitudini alimentari nel loro complesso, in particolare diete a base di alimenti ad alto indice glicemico e latte, che possono esacerbare l’acne.
Una dieta salutare, ricca in frutta e verdura, ma anche a basso indice glicemico risulterebbe di fondamentale importanza per il suo effetto protettivo nei confronti dell'acne, disturbo che, ben lungi dal manifestarsi con un qualche “brufolo” una volta ogni tanto, può avere un forte impatto psicologico su chi ne è affetto.
Attenzione quindi, più che al cioccolato, a tutti gli alimenti ad alto indice glicemico, cioè che causano un brusco rialzo della glicemia dopo l’assunzione, e alla qualità nutrizionale della dieta nel suo complesso.

Fonte:
HONEI. "New links between diet and acne." Medical News Today. MediLexicon, Intl., 26 Jul. 2013. Web.
27 Nov. 2013. <http://www.medicalnewstoday.com/releases/263931>
Steventon K, Cowdell F (2013) Acne and diet: a review of the latest evidence. Dermatological Nursing Vol 12 (No 2):28-34.

domenica 24 novembre 2013

BACCHE DI GOJI: PROPRIETA' NUTRIZIONALI E CONTROINDICAZIONI




Le bacche di Goji sono una novità per l'alimentazione occidentale e costituiscono al giorno d'oggi un vero e proprio "fenomeno nutrizionale di massa". Visto il prezzo non indifferente di queste bacche e le informazioni, più o meno fondate, veicolate al consumatore, è fondamentale definire proprietà, effetti benefici e controindicazioni delle bacche di Goji. 


Le bacche di Goji, denominate anche wolfberry, sono bacche di colore rosso-arancione che crescono spontaneamente nelle valli himalayane, della Mongolia, del Tibet e nelle province della Cina dello Xinjiang e del Ningxia. Le bacche di Goji vengono coltivate da migliaia di anni e sono considerate un alimento essenziale nella medicina tradizionale cinese. Mentre in Asia queste bacche sono consumate crude, essicate o cucinate da generazioni come una sorta di elisir di lunga vita, anche per trattare disturbi e sintomi quali febbre, ipertensione, diabete e problemi legati all'invecchiamento, il loro approdo in Europa è recente.

Nonostante ciò, hanno attirato subito l'attenzione del mercato dei prodotti salutistici e dei consumatori più affezionati ai rimedi naturali, tanto che digitando in Google il termine "bacche di Goji" appaiono nei risultati di ricerca pagine e pagine di articoli più o meno pubblicitari sulle proprietà "miracolose" di queste bacche.


Visto il prezzo non indifferente di queste bacche, reperibili in erboristeria ma non solo, e la grande quantità di informazioni a disposizioni del consumatore, più o meno attendibili, è necessario fare alcune precisazioni.



Mentre vari studi sono stati condotti in relazione agli effetti antiossidanti di vari "frutti rossi", gli studi pubblicati relativi alle sole bacche di goji si contano sulle dita di una mano. 

Da alcune ricerche è comunque emerso che i frutti come mirtilli, bacche di acai, cranberry (mirtilli rossi), fragole e ciliegie risultano benefici per la salute in virtù del loro contenuto in antiossidanti, molecole che minimizzano i danni dei radicali liberi alle cellule e al DNA e l'invecchiamento cellulare.
Anche le bacche di Goji sono particolarmente ricche in antiossidanti, in particolare di carotenoidi.

Alcuni studi preliminari, che necessitano di ulteriori conferme, relativi alle proprietà delle bacche di Goji hanno riportato benefici sul fronte dell'umore e della qualità del sonno, delle prestazioni atletiche, e del senso di benessere.
Queste bacche, in virtù del loro elevato contenuto dei carotenoidi zeaxantina e luteina, non solo proteggono la retina dall'azione dei raggi ultravioletti e dallo stress ossidativo, ma in base ad uno studio su un modello animale della Kansas State University  possono migliorare le anomalie della struttura retinica legate al diabete (retinopatia diabetica).


In conclusione, indubbiamente le bacche di Goji sono una ricchissima fonte di antiossidanti, non è però ancora chiaro se le loro proprietà nutrizionali e salutistiche siano legate unicamente agli antiossidanti in esse contenute, come vige anche per le altre "bacche", o se presentino specifici benefici aggiuntivi.

Per finire è utile ricordare le controindicazioni delle bacche di Goji: esse potrebbero interagire con alcuni farmaci anticoagulanti o utilizzati per il diabete e per il controllo della pressione. 
Di conseguenza, come vale per altri prodotti salutistici e integratori, in caso di terapie è consigliabile sentire il parere del medico.


Fonti:

Natural Medicines Comprehensive Database: "Lycium (Goji): Monograph."
Natural Standard: "Professional Monograph: Goji (Lycium spp.)"
Ling Tang et al., "Dietary wolfberry ameliorates retinal structure abnormalities in db/db mice at the early stage of diabetes" - Abstract. Exp Biol Med (Maywood)vol. 236 no. 9 1051-1063
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giovedì 21 novembre 2013

Pillole di benessere: VUOI PERDERE PESO MA HAI TROPPO APPETITO? PROVA CON UNA COLAZIONE PROTEICA!


Una colazione ricca di proteine migliora significativamente il controllo dell’appetito e può aiutare ad evitare eccessi alimentari durante il giorno.

Questo è il risultato di uno studio dell’Università del Missouri condotto su donne dai 18 ai 55 anni, molto utile per chi, in lotta perenne con la bilancia e un appetito sempre vivo,  è sempre alla ricerca di diete efficaci.
Per chi tende a mangiare troppo quindi, molto meglio puntare su una colazione ad elevato contenuto di proteine, senza esagerare con i grassi, invece che saltare la colazione o fare una colazione più tradizionale, ricca di zuccheri. 
"Concentrando" le proteine al mattino, risulta poi fondamentale limitare l'apporto proteico dei pasti successivi, in modo da mantenere una dieta equilibrata.

Fonte:
"Acute Satiety Effects of Sausage/Egg-based Convenience Breakfast Meals in Premenopausal Women," Obesity Society's annual scientific meeting in Atlanta on Nov. 14, 2013. Biofortis Clinical Research, Chicago, and the University of Missouri's Department of Exercise Physiology and Nutrition, Columbia, MO.
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martedì 19 novembre 2013

Pillole di benessere: GLI EFFETTI TARDIVI DELLA CAFFEINA...



E' ufficiale, il consumo di caffè e di altre bevande eccitanti può avere effetti a distanza di svariate ore dal consumo... Vediamo i dettagli di uno studio recentissimo.

Un recentissimo studio del Journal of Clinical Sleep Medicine, conferma che il consumo di caffè o di altre bevande eccitanti contenenti caffeina diverse ore prima del riposo notturno può comunque influire in modo decisamente negativo sulla qualità del sonno.
La caffeina assunta anche ben 6 ore prima di andare a letto ha mostrato di ridurre il sonno di almeno 1 ora. 
Non è poco, considerando già lo scarso tempo che molti di noi hanno da dedicare al riposo...
In conclusione... il consiglio della nonna "Niente caffè se no stanotte non dormi !" aveva le sue ragioni ....! Meglio la cara vecchia camomilla!


Fonti:
Medical News Today
Caffeine Effects on Sleep Taken 0, 3, or 6 Hours before Going to Bed; Christopher Drake, Timothy Roehrs, John Shambroom, and Thomas Roth; Journal of Clinical Sleep Medicine, Volume 09 Number 11, 15 November 2013; DOI: 10.5664/jcsm.3170; Abstract
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lunedì 11 novembre 2013

Pillole di benessere: FARE ATTIVITA' FISICA REGOLARE AIUTA A COMBATTERE L'INSONNIA


Sport e attività fisica regolare sono fondamentali per contrastare l'insonnia...

Per combattere l’insonnia, senza dover ricorrere a farmaci, è molto importante svolgere un’attività fisica regolare.  Tuttavia questo è un metodo “dolce”, di lungo periodo,  i benefici dell’attività fisica iniziano infatti a vedersi dopo almeno quattro mesi…
Tempi che possono sembrare lunghi per chi è afflitto dal problema delle “notti bianche”… o quasi..
Quindi, un consiglio a tutti gli insonni: non scoraggiatevi se, fatta la fatidica iscrizione in palestra, invece di dormire meglio, fate ancora più fatica, è un fatto fisiologico soprattutto in caso di attività svolte in orari serali.
Anzi, è molto importante che, pur sentendovi stanchi, perseveriate con lo sport… ci vorrà un po’ di tempo… ma poi la strada sarà in discesa!


Fonte:
August 15th issue of the Journal of Clinical Sleep Medicine.
Image courtesy of Freedigitalphotos.net

mercoledì 6 novembre 2013

Pillole di benessere: FAI COLAZIONE PER IL TUO CUORE



Saltare la colazione può favorire lo sviluppo di fattori di rischio cardiovascolare e sindrome metabolica... 
Oltre ad essere una buona abitudine dietetica, fai colazione anche per il tuo cuore...

Non è solo importante ciò che mangi e quanto mangi, ma anche quello che mangi.
Saltare la colazione può favorire uno o più fattori di rischio cardiovascolare, come l'obesità, l'ipertensione, il colesterolo alto e il diabete.
Ricavati dieci minuti in più prima di iniziare la tua giornata, addolcirai il tuo risveglio e proteggerai il tuo cuore!



"Prospective Study of Breakfast Eating and Incident Coronary Heart Disease in a Cohort of Male US Health Professionals"; Leah E. Cahill, Stephanie E. Chiuve, Rania A. Mekary, Majken K. Jensen, Alan J. Flint, Frank B. Hu, and Eric B. Rimm; Circulation 23 July 2013, Volume 128, Issue 4, 337-343; DOI:10.1161/CIRCULATIONAHA.113.001474
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sabato 2 novembre 2013

Pillole di benessere: CRANBERRY E CISTITI RICORRENTI, ULTIME NOVITA'


Tanto si è parlato del cranberry, o mirtillo rosso americano, come rimedio naturale per la cistite. Se è vero che i dati sull'efficacia curativa sono carenti, ci sono dati positivi sull'efficacia del cranberry nella prevenzione degli attacchi di cistite.

Una buona notizia per tutte le vittime delle infezioni urinarie e delle cistiti ricorrenti: da un recentissimo studio l'assunzione quotidiana, per due settimane, di mirtilli rossi (cranberry) essicati e zuccherati ha determinato in pazienti affette da cistiti ricorrenti una minor frequenza degli attacchi di cistite nei sei mesi successivi all'assunzione.

Il trattamento ha ridotto l'incidenza della cistite ma non ha modificato il profilo di virulenza dell'Escherichia coli causa delle cistiti ricorrenti, rivelandosi comunque un promettente metodo di prevenzione dietetica
Il mirtillo rosso, o cranberry, sembra risultare quindi ancora una volta un nutriente fondamentale per la dieta di chi è affetto da cistite.
Il fatto che l'utilizzo di succo di mirtillo rosso abbia dato risultati meno promettenti può essere spiegato dalla presenza di un differente profilo polifenolico rispetto ai frutti essicati e zuccherati.


Fonte:

Consumption of sweetened, dried cranberries may reduce urinary tract infection incidence in susceptible women – a  modified observational study
Alexandra E Burleigh1, Susan M Benck2, Sarah E McAchran4, Jess D Reed3, Christian G Krueger3 and Walter J Hopkins4*
Nutrition Journal 2013, 12:139  doi:10.1186/1475-2891-12-139

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martedì 29 ottobre 2013

TE' VERDE E DEPRESSIONE: RIMEDIO DEL FUTURO?


Il tè verde, infuso dalle note proprietà antiossidanti, potrebbe essere un promettente rimedio futuro per il trattamento della depressione. Vediamo perchè.

Il tè verde è noto in tutto il mondo per le sue proprietà antiossidanti, ed è preferito ad altri tè, magari più gustosi, da buona parte dei consumatori proprio in virtù delle sue proprietà salutistiche.
In base a vari studi clinici e preclinici il tè verde, assunto regolarmente, avrebbe anche capacità antidepressive.
Uno studio recentissimo condotto in doppio cieco su soggetti sani ha mostrato come mai.
L'assunzione di tè verde per 5 settimane si è dimostrata utile per prevenire i sintomi della depressione. In che modo?

Aumentando il cosiddetto "Reward learning", un meccanismo molto importante per la sopravvivenza e l’adattamento: esso serve per imparare attraverso l’esperienza a fare previsioni e creare aspettative sulle conseguenze di eventi e comportamenti. È una forma di apprendimento pressoché automatico di associazioni predittive “approssimative” tra determinati eventi o comportamenti e alcune loro possibili conseguenze ricompensanti e quindi gratificanti per l'individuo.
Un deficit di reward learning contribuisce allo sviluppo di sintomi di anedonia, incapacità di provare piacere e di percepire appagamento, e può essere per questo associato alla depressione.

In base ai risultati di questo studio quindi, il tè verde, per la sua capacità di incrementare il reward learning, si è rivelato molto promettente per lo sviluppo futuro di trattamenti naturali per la prevenzione e la cura della depressione.
E adesso, un bel tè verde per il buonumore !

Fonti:
Effect of green tea on reward learning in healthy individuals: a randomized, double-blind, placebo-controlled pilot study
Qiangye Zhang, Hongchao Yang, Jian Wang, Aiwu Li*, Wentong Zhang, Xinhai Cui and Kelai Wang
Nutrition Journal 2013, 12:84 doi:10.1186/1475-2891-12-84


www.ilgiorno.it -" Lo psicologo: "Piccole vincite, l'illusione che porta al disastro"

Parla il professor Cherubini"
Luca Zorloni


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domenica 6 ottobre 2013

Pillole di benessere: LA MELATONINA AIUTA A CONTROLLARE IL PESO CORPOREO



La melatonina è un nutriente, prodotto anche dal nostro organismo, fondamentale per la regolazione del ciclo sonno-veglia, ma non solo. Sarebbe di aiuto anche nel contrastare l'aumento di peso. Vediamo come.

La melatonina, secondo uno studio dell'Università di Granada, aiuta a controllare l'aumento di peso poichè stimola la comparsa del cosiddetto "beige fat", conosciuto come "grasso buono".

Questo tipo di tessuto adiposo, deputato al mantenimento della temperatura corporea, brucia calorie invece di immagazzinarle, aiutando a tenere sotto controllo il peso corporeo.

Fonte: University of Granada. "Melatonin helps control weight gain as it stimulates the appearance of 'beige fat'."  Medical News Today. MediLexicon, Intl., 27 Sep. 2013. 
6 Oct. 2013. <http://www.medicalnewstoday.com/releases/266651.php>

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giovedì 26 settembre 2013

Pillole di benessere: LE PROPRIETA' DEL ROSMARINO



Il rosmarino è una pianta conosciuta soprattutto per le sue caratteristiche organolettiche. In realtà è anche una ricca fonte di antiossidanti e ad esso sarebbero attribuite numerose virtù.

Il rosmarino, pianta aromatica utilizzatissima in Italia, è una ricca fonte di antiossidanti, molecole che neutralizzano i radicali liberi.
Secondo alcuni studi, contiene componenti in grado di migliorare le capacità cognitive e di combattere l'invecchiamento del cervello e avrebbe addirittura attività antitumorale e antinfiammatoria.
E' ricco di un componente protettivo per gli occhi,  l'acido carnosico, che potrebbe aiutare a contrastare la degenerazione maculare.

Per gli appassionati di cucina è interessante sapere che l'aggiunta di estratto di rosmarino alla carne macinata (Hamburger e simili) riduce la formazione di agenti cancerogeni durante il processo di cottura.

Fonti:
Joseph Nordqvist. "What are the health benefits of rosemary?." 
Medical News Today. MediLexicon, Intl., 21 Sep. 2013. Web.
26 Sep. 2013. <http://www.medicalnewstoday.com/articles/266370.php>

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sabato 21 settembre 2013

GRIFFONIA E 5-HTP: UN POSSIBILE AIUTO PER TORNARE AL BUONUMORE




La depressione e i disturbi del'umore, purtroppo sempre più frequenti, possono essere legati a bassi livelli di serotonina, un importante neurotrasmettitore. Tra i rimedi naturali ritenuti utili per aiutare a ritrovare la serenità e tornare al buonumore spicca la Griffonia, sorgente naturale di 5-HTP o 5-idrossi-triptofano. 
Vediamo come funziona e come può influire sui livelli di serotonina.

Nella vita purtroppo capitano periodi in cui per motivi esogeni (stress, preoccupazioni, lutti) o per motivi endogeni (particolari condizioni fisiologiche o patologiche) si possono accusare vari disturbi della sfera psico-emotiva, quali disturbi del sonno, abbassamento del tono dell'umore, ansietà, disturbi dell'appetito o dolori non ascrivibili a patologie particolari.
Alla base di questi disturbi può essere coinvolto un importante neurotrasmettitore, chiamato serotonina, che aiuta a regolare il tono dell'umore e il comportamento.
Poichè vari disturbi dell'umore sono ascrivibili ad insufficienti livelli di serotonina, fornire al nostro  corpo i "mattoni" necessari per assemblare serotonina può costituire un valido aiuto.

Quali sono questi "mattoni" ? 
Il più importante è il 5-idrossitriptofano (5-HTP), una molecola che il nostro corpo produce a partire dal triptofano, amminoacido essenziale conosciuto come precursore della serotonina.
Mentre il triptofano è assumibile con la dieta e presente in svariati alimenti (i più ricchi sono pappa reale, mandorle dolci, uova, latte, ma anche patate, zucche, semi di girasole), il 5-HTP, precursore più "vicino" alla serotonina non lo è. E assumere fonti alimentari di triptofano non aumenta così tanto i livelli di 5-HTP.
Si può allora ricorrere a supplementi alimentari naturali di 5-HTP, che è contenuto in natura nei semi di una pianta africana chiamata Griffonia simplicifolia.
L'estratto di questa pianta è utilizzato in vari integratori alimentari proprio come fonte di 5-HTP dal momento che questo derivato del triptofano può aiutare a trattare varie condizioni associate a bassi livelli di serotonina, anche se bisogna sottolineare che le evidenze scientifiche non sono molte.

Alcuni studi hanno analizzato gli effetti del 5-HTP su pazienti affetti da depressione da lieve a moderata, mostrando un effetto  del 5-HTP sull'innalzamento dei livelli di serotonina nel cervello comparabile a quello di alcuni antidepressivi tradizionali.
Altri studi hanno suggerito che l'assunzione di 5-HTP può migliorare i sintomi della fibromialgia, quali dolori, ansia e affaticamento. 
Poichè molte persone affette da fibromialgia hanno bassi livelli di serotonina, motivo per cui spesso vengono prescritti antidepressivi, esiste un razionale scientifico per cui il 5-HTP, innalzando i livelli di serotonina, potrebbe migliorarne i sintomi.
Sono stati condotti altri studi in merito all'utilizzo del 5-HTP su soggetti affetti da insonnia, da emicrania e altre forme di mal di testa e da obesità.
Analogamente a quelli sulla depressione e la fibromialgia sono risultati effetti positivi, ma sono necessarie ulteriori conferme e studi più estesi.

Visti i risultanti promettenti di questi studi, in caso dei disturbi sopracitati ci si può avvalere dell'aiuto del 5-HTP sotto forma di integratore alimentare a base di  Griffonia simplicifolia, rispettando sempre le dosi consigliate e le indicazioni del produttore e considerando sempre che nel caso si assumano farmaci o nel caso sussistano particolari condizioni fisiologiche o patologiche (gravidanza, allattamento, disturbi epatici ecc.) tale sostanza può dare interazioni o essere assolutamente controindicata.
Prima ancora di ricorrere all'integrazione con 5-HTP è inoltre importante verificare che la dieta che si sta seguendo sia bilanciata e garantisca adeguati apporti di triptofano (precursore del 5-HTP e della serotonina).

Per quanto riguarda invece l'integrazione alimentare di triptofano, per ottenere l'efficacia del 5-HTP servirebbero alte dosi, e considerando che l'integrazione con questo amminoacido in quantità eccessive è stato associato allo sviluppo di gravi complicanze, tanto che in vari paesi era stato addirittura vietato, è sconsigliabile assumere integratori senza il controllo o l'indicazione del medico.


Fonti:

5-Hydroxytryptophan (5-HTP) | University of Maryland Medical Center http://umm.edu/health/medical/altmed/supplement/5hydroxytryptophan-5htp#ixzz2fXYEnmVw 

University of Maryland Medical Center 

www.inran.it


Immagine: http://simonsays101.files.wordpress.com/2013/02/happiness.jpeg

giovedì 12 settembre 2013

MAL DI STOMACO E GASTRITE: UN AIUTO NATURALE DAI BATTERI PROBIOTICI


I batteri probiotici, utilizzati molto spesso in caso di disturbi intestinali, possono risultare un efficace rimedio naturale anche in caso di gastrite e mal di stomaco.
Anche lo stomaco ospita infatti naturalmente alcuni batteri utili che competono con quelli nocivi, come l'Helicobacter pylori, e in caso di gastrite, l'assunzione dei probiotici giusti può potenziare gli effetti dei farmaci convenzionali, in modo del tutto naturale e senza effetti collaterali.

Il mal di stomaco è un disturbo alquanto diffuso nella popolazione generale e viene tradizionalmente attribuito allo stress e a stati ansiosi o ad un’alimentazione squilibrata.
La più comune causa di mal di stomaco è la gastrite, un’infiammazione della mucosa dello stomaco, che può avere carattere acuto o cronico e può portare a varie complicazioni, tra cui l’ulcera gastrica.
La sua insorgenza può essere attribuita non solo ad una dieta sbilanciata e ricca di alimenti irritanti o a stati di forte stress psico-fisico, ma anche ad altri fattori, quali l’utilizzo di farmaci gastrolesivi (FANS), disordini autoimmuni, e reflusso biliare (reflusso di bile nello stomaco).
Il più delle volte però la gastrite è dovuta all’infezione di alcuni batteri, nel caso delle gastriti croniche all'ormai famoso Helicobacter pylori.

Qualunque sia la causa della gastrite, è determinante intervenire per tempo sui vari fattori di rischio in modo da limitare eventuali danni alla mucosa gastrica.
Sono tanti  i rimedi naturali  e gli accorgimenti nutrizionali consigliati per combattere la gastrite: si va dai multivitaminici e multiminerali, che contengano in particolare le vitamine antiossidanti A,C,E ed i minerali magnesio, calcio, zinco e selenio agli acidi grassi omega-3, a cui è attribuita un'azione antinfiammatoria, fino a vari fitoterapici.
Un aiuto però molto importante e sino ad ora abbastanza “snobbato” per questo tipo di disturbo viene dai batteri lattici probiotici, batteri riconosciuti utili per la promozione della salute dell’intestino e per questo motivo già ampiamente commercializzati in alimenti quali Yogurt, latte fermentato ed integratori, che attualmente sono studiati come un promettente metodo “biologico” per promuovere anche la salute dello stomaco.

Pochi sanno che i probiotici infatti, oltre al nostro intestino, colonizzano anche lo stomaco, anche se in un minor numero di ceppi e in misura minore. Infatti solo i batteri probiotici resistenti all’elevata acidità gastrica e quindi “acidofili“(es. Lactobacillus acidophilus) riescono a colonizzare lo stomaco.
Essi con la loro azione competitiva favoriscono l’equilibrio tra la microflora “buona” e quella patogena, tra cui spicca l’Helicobacter pylori
In base a vari studi essi, in particolare il Lactobacillus acidophilus ed il Lactobacillus reuteri, aiuterebbero a combattere l’infezione da Helicobacter pylori e a ridurre anche gli effetti collaterali derivanti dal trattamento antibiotico.

Si ritiene inoltre che il loro effetto benefico non sia limitato solamente alle gastriti di origine infettiva in quanto potrebbero proteggere la mucosa gastrica tramite meccanismi di azione non ancora del tutto chiari .
In base ad alcune ricerche, gli eso-polisaccaridi da essi prodotti, sarebbero coinvolti tramite reazioni a cascata nella modulazione del sistema immunitario, nell’aumento del pH gastrico e nella stimolazione della produzione di muco, protettivo per la mucosa.

Considerando questi effetti benefici, sarebbe quindi utile affiancare la supplementazione con questi probiotici ai trattamenti convenzionali, al fine di ridurre gli effetti collaterali derivanti dall’assunzione di farmaci per lunghi periodi di tempo.


Fonti:
Gastritis, University of Maryland Medical Center http://umm.edu/health/medical/altmed/condition/gastritis#ixzz2eg81BzlU
University of Maryland Medical Center


New Approaches in Gastritis Treatment

Guillermo Marcial, Cecilia Rodríguez, Marta Medici and Graciela Font de Valdez
Centro de Referencia para Lactobacilos (CERELA-CONICET) Argentina


Immagine:

http://4.bp.blogspot.com/-Dg2ujKjrjvs/TfFjnIPb5_I/AAAAAAAAILU/A-0cTEMg6XY/s320/lattobacilli.png